Postato da: SoleLuna90 - lunedì, 31 marzo 2008 - 16:36

Chiunque può arrabbiarsi: questo è facile. Ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel grado giusto, ed al momento giusto, e per lo scopo giusto, e nel modo giusto: questo non è nelle possibilità di chiunque e non è facile. Aristotele

Non è facile, no. Al momento è una delle cose che mi risultano più difficili.

Non so perchè. Anzi, lo so, ma non voglio più che questo accada. Non voglio più arrabbiarmi per cose futili, anche se, nel profondo, i motivi per essere, scusate il termine, incazzata con qualcuno che so io li avrei, eccome!

Eppure, questa rabbia non è costruttiva, devo incanalarla in qualcosa di positivo (reprimerla, è sbagliato e controproducente). Non voglio più ritrovarmi la sera a pensare che ho sbagliato a reagire nervosamene nei confronti di questa o quella persona.

Consigli?

(Ps:già scrivere qui è catartico, ma aspetto vostri pareri eh! :))

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Postato da: SoleLuna90 - domenica, 30 marzo 2008 - 20:42

Questo libro è un piccolo concentrato di Sicilia. Sì, inizierei a definirlo così, io che la Sicilia non l'ho mai vista, ma ne ho tanto sentito parlare dalla mia mamma e dai suoi occhi, che si illuminano quando me ne parla. Ringrazio Dacia Maraini di aver dato vita ad un personaggio come Marianna, considerata da molti inferiore, a causa del suo essere sordomuta,  costretta a patire una vita di soprusi e ingiustizie sino al momento in cui deciderà di emanciparsi. In qualsiasi momento, nel corso del libro, Marianna sarebbe potuta fuggire, in qualsiasi momento avrebbe potuto sfruttare la sua grande intelligenza e modernità per distaccarsi da un marito che non ama, da una vita che le è stata imposta, da una condizione i sottomissione. Tuttavia, non lo fa, non fugge. Non è ancora matura, Marianna, ed è troppo legata alla sua terra e al senso del dover mantere le apparenze, assumere certi comportamenti, adattarsi a certi pensieri. Solo alla fine de libro, quando sarà diventata totalmente autonoma e indipendente, quando i suoi figli saranno cresciuti e diventati autonomi, ella potrà andar via e seguire qualla filosofia di David Hume che tanto l'aveva "turbata", vivendo così una vera vita, che le era stata negata e che, per questo, aveva potuto assaporare soltanto nei libri.

Ho amato Marianna, questa donna così forte, intelligente, coraggiosa, che vive in un mondo che non la merita, fra persone che non sono in grado di capirla e donarle amore. Un mondo, quello della Sicilia dei primi del Settecento, in cui le donne hanno sempre le medesime caratteristiche, ovvero un' "intelligenza lasciata a impigrire nei cortili delle delicate teste acconciate con arte parigina. Di madre in figlia, di figlia in nipote, sempre intente a girare intorno ai guai che portano i figli, i mariti, gli amanti, i servi, gli amici, e a inventare nuove astuzie per non farsene schiacciare".

Neanche le monache si salvano.

Tutte le donne, sono così. Tutte, tranne Marianna.

Voto:9.5

Postato da: SoleLuna90 - domenica, 30 marzo 2008 - 19:58

"Il gabbiano Jonathan Livingston",  di Richard Bach, viene considerato da molti una sorta di "Bibbia" laica; un libro che, una volta letto, lascia il segno per tutta la vita.
Bah, sarà, ma a me non ha trasmesso molto.
Ho trascorso un'ora piacevole e ricevuto un paio di insegnamenti morali che, però, non mi hanno lasciato granchè.
Niente a che vedere con libri come "Il piccolo principe" di Saint-Exùpery o "Come un romanzo" di Pennac.
Un altro livello. Emozione pura.
Comunque, consiglio di leggerlo in un pomeriggio in cui non si sa cosa fare (chissà, magari voi altri lettori troverete significati e profondità da me non percepite).
Voto: 6.5

Postato da: SoleLuna90 - domenica, 30 marzo 2008 - 10:49

L'amore secondo Dan (regista Peter Hedges). 

Locandina L'amore secondo Dan

Film piacevole, non un capolavoro, non dall'alto contenuto culturale, ma con qualche insegnamento morale che non fa mai male (si possono cogliere, fra le righe, riferimenti al famoso “Carpe diem” oraziano, ovvero: “Cogli l'attimo, e non rinchiuderti solo in mere elucubrazioni mentali).

Ci sono, inoltre, anche alcuni momenti di risata.

Protagonista una donna (Juliette Binoche, non al massimo della forma come in "Chocolat") contesa dall'amore di due fratelli(Steve Carrel e Dane Cook ).

Finale romantico, piacevole e ricco di buoni sentimenti (uno dei due fratelli, l'altro protagonista della storia, riesce anche a riconciliarsi con le tre figlie, con cui aveva da tempo molti dissidi).

Ambientazione che ricorda molto quella de “Il grande freddo”, di Lawrence Kasdan, sia perchè l'intera vicenda si svolge in un unico luogo (la casa di famiglia, dove tutti i parenti si sono riuniti), sia per alcun particolari scene del film (ad esempio, la partita di rugby giocata nel giardino di casa).

Se si vuole passare una serata in compagnia e farsi due risate, questo è il film giusto.

Voto:6.

Postato da: SoleLuna90 - domenica, 30 marzo 2008 - 10:39

Lezioni di cioccolato (regia:Carlo Cupellini)

 

Locandina Lezioni di cioccolato

 

Avete mai sentito parlare di Luca Argentero? Ebbene sì, “quello del Grande Fratello”.

Ieri mi ha (ancora) piacevolmente sorpresa nel film Lezioni di cioccolato; potrei quasi affermare che il film merita di essere visto solamente per ammirare la bravura di questo attore, che, pur'essendo partito da un programma VERGOGNOSO, che offende la cultura italiana e gli italiani stessi, ha dimostrato di avere grandi qualità recitative.

Il film, di per sé, non è un granchè. Da vedere, solo se si vuole trascorrere una serata leggera, fra qualche risata, senza troppe pretese.

Neri Marcorè, da me adorato, non ha una parte degna di sé: simpatico, ma niente di più.

Grande pecca del film è, tra l'altro, la troppa pubblicità.

L'ambientazione è quella di una scuola che ha l'obiettivo di formare giovani cioccolatai.

Bene. Ma che bisogno c'era di dichiarare apertamente che si tratta di una scuola firmata “Perugina”? Scelta veramente fuori luogo, che mi rende particolarmente critica nei confronti della pellicola (in molte scene del film, tra l'altro, compaiono vari oggetti le cui marche sono facilmente identificabili).

Così, non solo si favorisce il consumismo, ma si rischia di permettere alla pubblicità di invadere, oltre al già saturo campo della televisione, quello del cinema.

Anche i romantici, come me, non rimarranno, inoltre, particolarmente colpiti dal finale: lieto, sì, ma abbastanza scialbo.

 

Voto: 6-

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Postato da: SoleLuna90 - giovedì, 27 marzo 2008 - 19:23
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Postato da: SoleLuna90 - giovedì, 27 marzo 2008 - 15:24

Salve!

Questo blog l'ho creato per me.

Il mio obiettivo è quello di condividere con voi, fondamentalmente, impressioni su libri letti (,ma anche su film, teatro o altro).

Voglio cercare di poter chiacchierare in questo blog di questi argomenti, che non riesco a trattare con la mia generazione (o meglio, con i pochi che conosco...Mai partire prevenuti).

Inoltre, sono una persona che teme molto l'ignoranza, che vorrebbe avere tutto e subito e che molto spesso desiste, a causa di mancanza di costanza...(Ad esempio, sono stata in dubbio se aprire questo blog, perchè mi è venuto il panico di non essere in grado di recensire tutti i liri che ho letto fin'ora...Che paranoica). Però mi sono detta: al diavolo, inizio a recensire quelli che leggerò da oggi in poi!!!

E così: la mia avventura online ha inizio!!

Spero che commenterete tein tanti le mie recensioni.

 

Soleluna